Manicomio abbandonato urbex
5 Novembre 2017

Urbex nell’ex Manicomio di Colorno

Atmosfera horror nell’ex manicomio abbandonato di Colorno.

Praticare urbex nel manicomio abbandonato di Colorno significa entrare in un luogo ancora carico di emozioni. Questi edifici sono solitamente grandi complessi dove all’interno è facile perdere l’orientamento. I corridoi bui e la poca luce che filtra dalle finestre contribuisce ad aumentare la sensazione d’inquietudine che pervade questa casa della follia.

Manicomio abbandonato colorno urbex

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Colorno

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Manicomio abbandonato colorno

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Fra le mura del manicomio abbandonato di Colorno rimangono solo poche testimoniante di storie che raccontano dolore e disperazione. I pazienti di queste strutture difficilmente riuscivano a tornare alla vita di tutti i giorni. Chi entrava in questi luoghi era destinato a scomparire nel nulla, dimenticato da tutti.

Urbex

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Alessiodileo

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Gli psichiatri erano liberi di sperimentare nuovi e “innovativi” trattamenti per la cura delle malattie mentali sui pazienti internati in queste strutture. Pratiche come elettroshock e lobotomia frontale iniziavano a diffondersi anche nelle case di cura italiane. I medici si sentivano sperimentatori e innovatori, operando su malati che a fatica erano ormai considerati come persone. Lobotomie, scosse elettriche e pesanti farmaci antidepressivi, ecco come si curavano una volta i malati negli ospedali psichiatrici

Urbex manicomio abbandonato

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Alessio di leo

Sony A7II, Leica 35mm Summilux ASPH

Spogliato ormai di tutti gli arredi e di ogni cosa utile che un ladro o un vandalo possa trovare, rimane solo qualche carrozzina o deambulatore abbandonato lungo i corridoi. Gli schedari sono pieni delle cartelle cliniche dei pazienti, molte delle quali sparpagliate sul pavimento senza rispetto. E’ possibile trovare ancora qualche trattato di medicina e qualche flacone di farmaco ormai scaduto da molto tempo. Tutta la struttura versa in totale stato di abbandono e incuria.

Manicomio colorno

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Urbanmoments

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*Ufficialmente il manicomio abbandonato di Colorno entrò in funzione nel 1873, in seguito allo scoppio di un’epidemia di colera. I locali di un antico palazzo ducale furono subito adattati per contenere i pazienti. Col passare del tempo, quella che doveva essere una soluzione temporanea, divenne la dimora definitiva per centinaia di anime perdute.

Urbex

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Urbex manicomio

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Più di mille malati erano internati in questo manicomio, assieme a personaggi poco graditi come vagabondi, prostitute e alcolizzati. Persino i bambini piccoli erano abbandonati in queste strutture. Tutti gli spazi erano organizzati in compartimenti stagni e i corridoi distribuiti sui vari piani erano tutti uguali. Tutto ciò aumentava il senso di disorientamento dei pazienti.

Urbex abandoned asylum

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Manicomio colorno urbex

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Le celle sono talmente piccole e anguste che solo a vederle si è colti da una sgradevole sensazione di claustrofobia. Non riesco a immaginare come potessero tenere persone rinchiuse in questi piccoli spazi per tutto il giorno. Osservando con attenzione, alcune delle porte presentano al loro interno i segni dei pazienti. I graffi vicino allo spioncino lasciano immaginare la disperazione provata dagli internati, rinchiusi in questi minuscoli spazi come animali in gabbia.

Abandoned asylum

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Manicomio colorno

Sony A7II, Leica 35mm Summilux ASPH

Il manicomio abbandonato di Colorno è diventato molto famoso grazie allo street artist brasiliano Herbert Baglione e il suo progetto “1000 Shadows”. L’artista ha dipinto sui muri del manicomio sinistri spettri e ombre nere per rendere omaggio alle povere anime intrappolate in questa struttura. Anche altri artisti si sono espressi con la loro arte all’interno del manicomio.

Murales

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Street art

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

urbex

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Fuori dal grande complesso, in un edificio a parte, c’è anche un piccolo obitorio. Il tavolo di marmo per l’autopsia è proprio in bella vista davanti a una delle finestre. Il numero irrisorio d’infermieri rispetto ai pazienti, lascia intendere che i decessi per mancate cure fossero all’ordine del giorno. Il manicomio di Colorono fu definitivamente chiuso agli inizi degli anni 90′.

Manicomio abbandonato esterno

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Urbex

Sony A7II, Sony FE 16-35mm f/4 Vario Tessar T*

Un manicomio abbandonato per molte persone può essere un posto sgradevole da esplorare. Io non vedevo l’ora di visitarlo e praticare urbex per fotografare quello che resta di questa interessante struttura. Fotografo edifici abbandonati sia per documentare l’abbandono, sia per realizzare immagini interessanti da suscitare curiosità e meraviglia nello spettatore. Una volta dentro il manicomio, non mi sono neanche accorto del passare del tempo tanto ero preso a scattare fotografie mentre esploravo il vasto complesso. Anche questa volta ho scelto un equipaggiamento essenziale e leggero. Ho portato un solo corpo macchina, la mirrorless Sony A7II assieme al Sony Zeiss 16-35mm, il cavalletto Manfrotto 190MF4, un paio di faretti a led e guanti Mechanix.

Sony A7II

iPhone 5s

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